Mi presento

mi presentoSono nata nel 1965 a Cuasso al Monte, un piccolo paese ai confini con la Svizzera. Mia madre mi ha sempre fatto notare come chi nasce e cresce in un paese così piccolo, specie se è di condizioni economiche non elevate, non deve avere molte ambizioni "perché tanto i suoi sogni non si realizzeranno mai!"

Forte di questa "positività" nei confronti del mio futuro, ho cercato di dimostrarle il contrario.

Ho studiato, ho lavorato, prima in un’agenzia di pratiche auto, poi in una ditta di sdoganamento e a ventidue anni ho detto "perché non cercare, perlomeno provare, a realizzare il mio sogno?" E il mio sogno era quello di fare teatro. Non potendomi permettere una scuola privata, ho cercato di entrare in una pubblica… Ho fatto un provino… - avete presente quei provini dove ci sono mille e quattrocento persone e ne prendono due? - Ho fatto un provino, ce lo messa tutta… non mi hanno preso!

Ero disperata! Giravo per le strade di Milano… che non conoscevo, piangendo come una fontana. Poi sono entrata in una panetteria, mi volevo suicidare con una teglia intera di focaccia alle cipolle… e lì ho incontrato una signora… che anche lei stava comprando una teglia intera di focaccia alle cipolle, che mi ha chiesto cosa mi fosse successo. Le ho raccontato la mia storia e lei mi ha detto: "Non ti preoccupare, io mi sono appena separata, ho due bambini piccoli e insegno in una scuola di recitazione. Se vuoi, tu puoi venire a casa mia, mi darai una mano con i bambini e se ne hai le capacità potrai studiare nella mia scuola senza pagare." Il giorno dopo ero lì con le mie belle valigie in mano… con mia madre che mi gridava: "Figlia mia… non fare la puttana!"… M'incoraggiava! E lì sono rimasta quasi tre anni.

Terminata la scuola ho trovato delle scritture: prima in una Compagnia di teatro per le scuole "Gli Atecnici", poi, nel 1991, mi sono presentata a un provino della Compagnia di Dario Fo e Franca Rame. Franca mi dice sempre: "Chissà com’è che ti ho scoperta. Eri grassa, impacciata, scialba… e anche bruttina. Avevi persino il collo corto — Mah!… Sentiamola un po’ questa… - Ti ho vista recitare e sei diventata magra, disinvolta… con una bella luce negli occhi!"

Da qui è iniziata una delle esperienze artistiche e umane più importanti della mia vita. Ho convissuto per quasi sette anni con due "mostri sacri" occupandomi di tutto, secondo le necessità. Ho recitato in "Parliamo di donne", "Mamma! I Sanculotti!", "Ruzzante, "Il diavolo con le zinne", "Grasso è bello!", sono stata assistente alla regia, loro segretaria personale, mi sono occupata della sartoria, dell’amministrazione, dell’organizzazione. E tutte le sere in quinta stato ad ascoltare, prendevo appunti… imparavo. E’ stata Franca a convincermi che ce la potevo fare da sola "Non aspettare le scritture… che è difficile. Smettila di correre a fare provini. Mettiti su uno spettacolo!" — "Ma come faccio?!" — "Dai, vieni qua, questi sono i nostri monologhi, scegli quello che preferisci, che ti senti più vicino. Devi far riflettere la gente. Studia che poi ti aiuto!" E mi ha aiutata. Mi ha curato la regia: in cucina, mentre si preparava il sugo per gli spaghetti o prima di andare a letto "Vieni qua, riproviamo quel brano!"

La prima volta che ho recitato lo spettacolo "Tutta casa, letto e chiesa" credevo di morire. Indossavo la vestaglia di Franca alla quale avevo fatto l’orlo per accorciarla. Poi lo spettacolo l’ho portato nelle scuole, nei teatri… e avere una platea di persone che ti sta ad ascoltare, che ride e applaude ti fa star bene per sei mesi di seguito.

Dopo tre anni di repliche ho deciso di mettere in scena un nuovo spettacolo "Ho visto un re… " tratto da "Mistero Buffo" di Dario Fo e altre storie, composto da monologhi, musiche e canzoni, nel quale i protagonisti sono i giullari con i loro racconti. Un omaggio ai miei due Maestri… Poi, un mio testo per ragazzi "Pipuffa! Una cantastorie proprio buffa!"… e infine Dario Fo mi ha proposto di elaborare al femminile il suo famoso "Johan Padan". Mettere mano in un testo d'autore, modificarlo, mantenendo però lo stesso linguaggio, un insieme di dialetti reinventati per creare una lingua franca, mi ha entusiasmata. E' nato così un nuovo testo "Johanna Padana a la descovèrta de le Americhe", la storia di un viaggio attraverso culture, popoli, territori.

Nell'agosto del 2005 viene pubblicato il mio primo racconto "Allegra, signora fame!" edito da Pontegobbo. Una storia amara, ironica e grottesca: un bambino che cresce tra il 1928 e il 1945 nella bassa milanese. Il libro è stato adottato da numerose scuole medie come testo di lettura e ne ho realizzata una versione teatrale di teatro di narrazione. Dal 2008 porto in giro un mio testo "La storia de le meraviglie del mondo" giullarata medievale tra i viaggi di Marco Polo. Nel 2009 ho lavorato con un altro grande maestro del nostro teatro Gianrico Tedeschi e da lui ho imparato tante altre cose. E ora il viaggio continua... chissà che non ci si incontri.