storia meravLA STORIA DE LE MERAVIGLIE DEL MONDO
giullarata medievale intorno ai viaggi di Marco Polo

testo completo depositato alla Siae

PROLOGO

Oggi, spesso, si sente parlare della Cina, del pericolo cinese e allora perché non raccontare il viaggio di uno dei primi occidentali che incontrò quel mondo e lo narrò ne "Il Milione". Molti di voi avranno letto questo diario di viaggio. Nel 1500 un illustre viaggiatore lo lesse e pensò: "Ricca la Cina!, ma perché fare tutto 'sta strada per arrivarci a piedi: cammina, cammina, cavallo, cammello, cammello, cavallo. La terra è tonda? Dall'altra parte c'è il mare? Arriviamoci comodi per nave, al massimo incontreremo qualche pirata!" Il lettore era Cristoforo Colombo e il Milione divenne la causa involontaria della conquista delle Americhe. Conquista ho detto non a caso. Chissà cosa avrebbe pensato Marco Polo: lui che amava scoprire luoghi e gente diversa ma preferiva imparare la loro lingua piuttosto che imporre la propria.
I viaggi! Una volta erano imprese, duravano anni e non si sapeva se si sarebbe mai arrivati alla meta; vi erano pericoli ovunque: guerre, pestilenze, briganti, precipizi. La gente che intraprendeva un viaggio era molto coraggiosa o molto curiosa, o forse cercava la terra della ricchezza. Questo succede uguale anche oggi!
La nostra storia, però, è ambientata nella seconda metà del 1200, un periodo di grandi invenzioni, violenze terribili, mercati fiorenti, guerre continue. In quel periodo le città marinare erano i luoghi più vitali e popolati. Alle loro periferie masse di diseredati si accampavano attirati dalle ricchezze e ognuno cercava di cavarsela come poteva: per le donne la prostituzione era il pane quotidiano. Si mormora che, a Venezia, le prostitute di professione fossero il 40%, le altre erano dilettanti! Tanto che l'espressione "figlio di puttana" non venne più nemmeno considerata un insulto, era un normale intercalare, era la normalità.

Io credo però che la stabilità mentale degli uomini allora dovesse essere ancora più rara che nei tempi attuali. Dico, questi al mattino andavano in piazza e vedevano pubbliche torture: impiccagioni, fustigazioni, rosolature. Almeno oggi noi, al mattino, in piazza ci andiamo per bere un caffe... ci sediamo al bar, leggiamo il giornale... e troviamo ammazzamenti, stupri, squartamenti... ma così è tutta un'altra cosa!
E poi allora non eri neppure nato che già ti torturavano: ti fasciavano stretto, legato a un asse con un foro, che serviva per appenderti: ad un albero, se la tua mamma doveva lavorare, a un carro, se doveva viaggiare... Tu non facevi casino e non combinavi danni. Una baby sitter fantastica! Infatti, era tanto comoda questa usanza che è arrivata quasi ai nostri giorni con la giustificazione che la fasciatura ti fa crescere dritto come un fuso.
Quando l'ho letta questa storia, mi sono messa a ridere, l'ho detto a mia madre. Lei non si è scomposta e mi ha risposto: "Cos'hai da ridere? Ringrazia il cielo che l'ho fatto anch'io... che se no te vegnivan le gambe cavaline!" Quel giorno ho capito l'origine dei miei problemi!... Voi avete di fronte una vera donna medievale!

Di Medioevo, parleremo in questo spettacolo. La storia de le meraviglie del mondo è la storia di un viaggio ma soprattutto la fotografia un po' ritoccata e acquarellata, di un'epoca. Siamo nel 1200 a Venezia, ma chi vi narra questa storia potrebbe essere nato a Genova, a Napoli o magari in Cina. Chi vi racconta questa storia, in una lingua giullaresca, sono coloro che vivevano sulla propria pelle le scelte politiche, quelle religiose, coloro che non godevano di diritti e che di sicuro non avrebbero mai potuto fare un viaggio verso la terra della ricchezza. La storia ve la raccontano una donna e dei giullari: la feccia della società!